Filosofia
"La vita é un mistero, un'esperienza così unica, inaspettata e irripetibile che val la pena di essere vissuta totalmente, é questo mistero che la rende così attraente e meravigliosa..."
Gli antichi ci tramandano che la natura fondamentale dell'Essenza é "vuota" il che non significa inesistente.
La nostra educazione "moderna" ci ha insegnato ad aver paura del vuoto e di tutto ciò che implica instabilità e perdità di controllo, ci hanno imbevuto di concetti sulla realtà e sull'oggettività del tempo e dello spazio, sulla necessità di colmare le nostre lacune o di guarire eventuali ferite interiori, ci hanno insegnato a guardare il mondo da un filtro di giusto e sbagliato, bene e male
Ci accorgiamo, invece, se usiamo la nostra intelligenza, che le cose stanno in modo molto diverso, possiamo facilmente accorgerci che le nostre valutazioni , i nostri concetti e le nostre emozioni vengono attivate in modo sempre uguale, seguendo degli schemi fissi prevedibili, il nostro percepire é controllato non dalla nostra volontà, ma da uno o più programmi interiorizzati ben precisi, riconoscibili e prevedibili con una certa precisione.
Si può allora facilmente comprendere la nostra facilità di incontrare ostacoli, dubbi e impreparazione di fronte agli eventi della vita .
Ci rendiamo conto che siamo esposti all'intemperie dell'esistenza senza reali capacità di difesa, semplicemente con pochi, obsoleti e carenti meccanismi automatici di stimolo/risposta, ritiro, attacco e fuga, una situazione più o meno arcaica di prevenzione prevenuta che per di più ci porta all'isolamento dal contatto con gli altri e con la realtà del mondo che ci circonda, una condizione di allerta continua dove il senso di essere a proprio agio e di piacere di vivere é continuamente soggiogato da sentimenti di stress, competizione, sforzo, sconforto, abbandono solitudine, apatia e paura della realtà.
Allora la domanda da porsi prima o poi sarà:
cosa voglio dalla mia vita, ora?
Se la risposta é un desiderio di realizzare la propria libertà individuale, una maggiore qualità di vita, un vero contatto con la realtà una maggiore pienezza nei miei rapporti, un intensità del mio vivere tale da sentirmi realmente vivo...
E immaginando che questa ricerca comporterà anche un impegno
Allora la ricerca porterà certamente buoni frutti, i risultati dei miei sforzi, ma anche tanta fiducia in più, nell'esistenza stessa, una fiducia così potente da sradicare qualunque vecchia convinzione limitante e dannosa, una fiducia che non dipende più da una autoconvinzione o autosuggestione, né tantomeno dall'applicazione di norme religiose o da adesioni a idealismi di alcun genere, ma direttamente maturata dalla mia personale e continua comparazione tra ciò che comprendo e ciò che provo nella pratica,tra quello che voglio e quanto mi costa ottenerlo, tra il mio desiderio di benessere e di amore incondizionato e il percorso di rieducazione e di riappacificazione con me stesso ad esso correlato.
lLunica reale verità a cui mi posso affidare la trovo mediante l'esperienza stessa del vivere consapevolmente..

La visione condizionata della realtà:
Il nostro peculiare modo di percepire l'esterno e persino l'interno di noi da un lato ci difende dalle possibili ferite e colpi della vita sociale e relazionale e dall'altra ci impedisce di toccare appieno gli altri e il mondo stesso e ci impone una realtà illusoria, lontana e ostile e ci impedisce di realizzarci pienamente come esseri senzienti e totalmente liberi.
La consapevolezza della sofferenza:
Ad un certo livello di evoluzione nel nostro percorso di vita ci accorgiamo che non basta ipnotizzarci con qualche tecnica, mantra o convinzione di origine orientale, qualche speciale dieta, digiuno o altra astinenza né con qualche tecnica di ultima generazione post moderna o post new age per riuscire a superare la pesante zavorra delle nostre abitudini di pensiero e delle nostre reazioni emozionali.
Ci rendiamo conto che la difficoltà maggiore per stare bene, per concederci di essere felici e vivi su questa terra, di poter godere di ogni nostro istante, non é quella di "sapere" il motivo ( il perché) che ha causato la nostra sofferenza, né quella di superare il ricordo di traumi e di esperienze dolorose del passato, anche se tutto questo ci é utile a motivare una nostra ricerca seria, ma non é sufficiente, ciò che ci riguarda intimamente é la ricerca della verità, la nostra verità che scaturisce dalla sensazione di sentirci interi, spontanei e presenti qui e ora.
Il significato del lavoro su sé stessi:
é quello di scoprire e riconoscere la realtà della realtà, al di là dei condizionamenti individuali.
la realizzazione piena del vivere si può trovare più facilmente attraverso il riconoscimento della realtà nuda, svuotata dalla nostra paura fondamnentale di morire.
L'obiettivo:
Quello di "ricordare" dunque é l'oggetto della nostra umile ricerca interiore, il riconoscimento spontaneo della nostra natura già perfetta, della nostra "origine" Divina, non condizionata e fondamentalmente pura.
E' questa l'esperienza più significativa e meravigliosa che possiamo avere, un esperienza di totale fusione che annulla ogni dubbio e che mette nello sfondo qualsiasi altro problema o obiettivo, allo stesso tempo lo contiene e lo sostiene, l'esperienza del ricordare la nostra fondamentale Natura interiore, l'Essenza.
Questo contatto é risolutivo, o almeno chiarificante, salutare e soddisfacente a tutti i livelli e modifica pian piano di fatto tutta la prospettiva che osserviamo, il panorama stesso della nostra vita cambia e le prospettive si innalzano fino ai livelli di centratura e di unione completa con l'Assoluto.
In ogni caso sono esperienze alla portata di tutti, sfumature percettive che durante la vita frenetica di tutti i giorni facilmente si dimenticano o si nascondono, ma avvengono in continuazione, a tutti, si tratta di ricordarle, evocarle e dare loro un nuovo valore, una nuova importanza, sollecitare la loro venuta, la loro rinascita. il loro ritorno.
Conclusioni:
Ciò che ci impedisce di essere felici é l'identificazione con la nostra maschera, con la personalità, con le difese piuttosto che con l'Essenza, che é l'aspetto non condizionato di noi che risiede nella nostra coscienza intuitiva.
Ne deriva il desiderio di rivedere la nostra percezione personale della nostra vita e di come ci poniamo nei confronti della realtà, forse otteniamo dei piccoli risultati anche solo osservandoci, poi arriverà la voglia di amore, la ricerca dell'unione perduta con noi stessi e allora la ricerca inizia veramente...
